In Cantina Santadi la produzione non nasce soltanto dalla tecnica, ma dalla continuità di un pensiero che attraversa generazioni. Rispetto della materia prima, ascolto del territorio, fedeltà a un’identità che non si forza e non si inventa.
La filosofia produttiva è l’eredità più viva del rapporto con Giacomo Tachis. Oggi quella visione prosegue sotto la supervisione di Giorgio Marone, pupillo e collega di Tachis, in dialogo costante con i vignaioli e con il territorio.
Nel Sulcis la vendemmia è ancora un gesto umano, lento, attento. Ogni parcella viene monitorata più volte, ogni vigneto viene assaggiato prima di essere raccolto. Non ci sono calendari fissi: è la pianta a suggerire il momento giusto, è il frutto a dettare il ritmo.
Le uve arrivano in cantina fresche, integre, selezionate. È qui che comincia il lavoro silenzioso della scelta: analisi visive, campionamenti manuali, valutazioni dei mosti.
Ogni decisione, dalla destinazione delle partite alla modalità di lavorazione, nasce dall’unione tra competenza tecnica e sensibilità degustativa.
La Cantina di Santadi unisce strumenti antichi e tecnologie precise. Tutti i vini fermentano in acciaio a temperatura controllata, per preservare l’integrità del frutto e accompagnarne l’evoluzione senza forzature.
Ogni mosto viene poi assaggiato e seguito giorno dopo giorno. È dal confronto diretto con il vino che si decide quando intervenire, con rimontaggi e délestage calibrati, nel rispetto dei suoi tempi naturali.
La malolattica avviene nelle vasche di cemento, custodi storiche dell’equilibrio dei vini. Mentre i rossi più importanti maturano nelle barriques di rovere, e qui il tempo è un alleato: nessuna fretta, nessun compromesso.
Il processo è rigoroso, ma mai industriale. Ogni passaggio è seguito con cura, ogni vino ha un percorso dedicato, ogni decisione viene condivisa dal pool enologico interno.
Tachis ha lasciato un nuovo modo di guardare il Sulcis.
Ha riconosciuto nel Carignano una grandezza che altri non vedevano, ha compreso la forza del piede franco, ha immaginato vini capaci di raccontare una Sardegna autentica, profonda, minerale e mediterranea.
La Cantina porta avanti tutt’ora quell’eredità.
È questa la nostra missione.
È così che la tradizione diventa contemporanea.
Dietro ogni vino c’è una comunità che lavora insieme. Enologi, tecnici, cantinieri, assistenti di lunga esperienza che tramandano gesti, attenzioni, segreti professionali ai più giovani.
Qui in Cantina nulla è lasciato al caso: ogni travaso, ogni controllo, ogni azione quotidiana diventa parte di un percorso più grande, fatto di rigore, passione e responsabilità.
Innovare, per Cantina Santadi, non significa cambiare direzione. Significa custodire meglio, intervenire meno, valorizzare di più. Del resto, gli investimenti degli ultimi anni hanno migliorato ogni fase del processo.
Dalle nuove presse per la lavorazione dei bianchi, ai serbatoi per le vinificazioni sperimentali; dai nuovi sistemi filtranti all’impianto di produzione dell’azoto, passando per il magazzino climatizzato, le bottiglie più leggere per un minor impatto ambientale, fino all’energia green dei pannelli fotovoltaici.